Aprite al terzo occhio

Riflessioni sui decessi SARS-CoV-2 e dati istat.

Durante le mie pause lavorative, analizzo i dati istat dei decessi in tutte le città italiane (attualmente fino al 31 agosto), partendo dai capoluoghi fino ad alcuni comuni minori.

Questa struttura dati non contempla la distinzione per patologia.

La curva dei decessi da fine gennaio a metà marzo, in media e nella maggior parte dei casi che ho analizzato, è diminuita rispetto agli anni precedenti per poi alzarsi da metà-fine marzo in poi. Nonostante la malattia fosse tra noi già a novembre 2019, i decessi iniziali si sono presentati dopo e inizialmente dovuti, diciamo, alla lentezza (mancata volontà?) del governo di attuare una serie di informative adeguate alle sue strutture sanitarie, e ad una prima serie di errori medici non avendo saputo attuare terapie idonee anche a causa del divieto, ops! indicazione! del min. della saute di non eseguire esami autoptici sui cadaveri che invece sono stati cremati velocemente e altri portati via, per esempio in pompa magna dai militari per il blocco della metà dei servizi funebri(!); ma i successivi decessi?

Addirittura in molti paesi la mortalità è pressoché uguale e in tanti altri si è ridotta notevolmente.

Verificando poi i decessi per età, risulta evidente come la fascia colpita sia quasi esclusivamente la over 75.

Le uniche vere eccezioni sono Bs in primis e Bg e comunque varrà la pena successivamente analizzare. Qui il ministero avrebbe dovuto indagare, capire, e scoprire perché solo in due città della intera Italia ci sia stato lo sviluppo di un numero elevato di casi.

Nel rispetto per tutti i deceduti.
Nel rispetto dei familiari che non sono potuti stare accanto ai propri cari.
Nel rispetto di chi ha sofferto ed è rimasto leso ma anche nel rispetto di tutte le persone che stanno soffrendo e morendo per tutte le altre patologie oramai dimenticate.

Dove si nasconde il motivo per una emergenza sanitaria di questa portata, di questo peso socio-economico e di questa forza mass-mediatica?

I dati sono visualizzabili da tutti: OMS ISTAT ISS e tanti altri.

Il problema è solo uno: costa TEMPO e FATICA e in un mondo di surfisti del web non c’è tempo per qualche immersione; via col dito a scorrere. Così com’è difficile fermarsi e riflettere con la propria mente, cominciare a porsi domande e tentare di darsi risposte.

Molto più comodo fidarsi del grande televisore (è lui che guarda te) e deglutire ogni notizia verificata(!) da siti ‘fact checker’ e da social ‘democratici’.

Continuo a restare coerentemente nella mia idea dal primo giorno, ed ogni giorno che passa, trovo sempre maggiori conferme.

Torino

In questo post analizzerò brevemente un capoluogo preso a caso.
Osserviamo i dati mostrati. La popolazione della sola città Torino nel 2019 (non provincia), l’ultima rilevazione che sono riuscito a trovare è di abitanti 870.952.
I decessi al 31 agosto nel grafico al 2019 (poche variazione nei 2015-19) sono di 7073.
I decessi al 31 agosto nel 2020 sono 7538.
Un incremento di 465 decessi.
La percentuale di decessi nel 2019 è dello 0,81% nel 2020 dello 0,86% al 31 agosto.

Torini – tabella ogni classe di età

Deselezioniamo agli over 65/75/85 ed oltre e osserviamo i numeri.

Torino – tabella escluso anni 65 e oltre

Deselezionato tutto tranne la fascia di età 0-14, leggiamo i numeri.

Torino – tabella escluso età 15 ed oltre

Antonio Lubrano ricordo si esprimeva pronunciando ‘la domanda sorge spontanea’; una variazione dello 0,05% è motivo di stato emergenziale per la città di Torino?

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